47) Russell. Linguaggio e filosofia.
In questa lettura il filosofo inglese mette in evidenza
l'influenza del linguaggio sulla filosofia, a cominciare da
termini semplici come soggetto-oggetto. Infine egli consiglia di
guardarsi dai pericoli insiti nel linguaggio.
B. Russell, Logical atomism, in Contemporary British Philosophy,
London 1924; Ristampato in Logic and Knowledge. Essays 1901-1950,
London 1956; traduzione italiana di M. A. Bonfantini, in B.
Russell, Linguaggio e realt, Laterza, Bari, 1970, pagina 127
(vedi manuale pagine 309-310).

 Credo che l'influenza del linguaggio sulla filosofia sia stata
profonda e pressoch inavvertita. Per non essere mistificati da
questa influenza,  necessario che ne assumiamo piena coscienza e
che ci domandiamo esplicitamente fino a che punto essa sia
legittima. La logica soggetto-predicato, con l'annessa metafisica
sostanza-attributo,  un esempio tipico degli effetti di codesta
influenza. E' dubbio se tale logica e tale metafisica avrebbero
potuto mai essere inventate da popoli che parlassero una lingua
non-ariana; certamente non sembra che siano apparse in Cina, se
non in connessione col buddismo, che port con s la filosofia
indiana. Facciamo un esempio d'altro genere: viene naturale
supporre che un nome proprio, che poteva essere usato in modo
significante, stia per una singola entit: noi supponiamo, cio,
che ci sia un certo essere pi o meno persistente chiamato
Socrate, dato che il medesimo nome si applica a una serie di
occorrenze che siamo indotti a considerare quali manifestazioni di
quell'unico essere. Mano a mano che il linguaggio diventa pi
astratto, fa il suo ingresso nella filosofia un nuovo insieme di
entit, e cio quelle rappresentate da parole astratte, gli
universali. Non voglio sostenere che non esistano universali, ma
certamente ci sono molte parole astratte che non stanno a
significare universali singoli: per esempio, la triangolarit e la
razionalit. Sotto questi aspetti il linguaggio pu essere
fuorviante sia nel vocabolario che nella sintassi; e noi dobbiamo
guardarci da entrambi i pericoli, se vogliamo che la nostra logica
non comporti una falsa metafisica.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume I, pagina 551.
